Lettura molto interessante
Mi incuriosiva l’intervista a Boulez… Insuperabile! A conclusione del volume c’è un passaggio chiave: “Non sorprende, lo sappiamo, che proprio in quegli anni e nei decenni precedenti si imponesse la riflessione e la messa in questione dei linguaggi. Anche la fisica classica era caduta sotto i colpi della meccanica quantistica, cedendo all’evidenza teorica che persino la forza di gravità su cui pure si erano fondati secoli di visione scientifica del mondo naturale altro non era se non una piega spaziotemporale. Dio non se l’era cavata meglio, colpito in battaglia pochi anni prima nei campi, nei cieli e nei mari del mondo e infine abbattuto tra gli orrori disumani della distruzione atomica e dello sterminio. Se questo era un uomo, i nuovi contenuti esistenziali non entravano più nei linguaggi consueti; e l’attrazione gravitazionale della tonica, forse, non garantiva più di ben esprimere il pensare in musica di un uomo condannato a vivere in una realtà ostile che, per giunta, a livello microscopico si rivelava instabile e probabilistica. “