LA PIOGGIA. IN CUI NON SI MUORE IN ORDINE DI APPARIZIONE
“Odio quella macchinetta fotografica. Enzo insiste nel portarsela dietro, è diventata la sua religione, compra rullini su rullini, non guarda più il cielo le montagne gli occhi le conoscenze brevi del viaggio ma si compiace di averle fotografate, pur non sapendo se bene o male, si complimenta con se stesso, forse crede di catturare qualcosa, ma è solo luce che impressiona, uno scatto dopo l’altro, esporsi e lasciarsi impressionare, è sempre solo luce, per me è quasi diventato un’ossessione, quel suo sorriso contento dopo ogni fotografia…
Non guardiamo molto attraverso la pioggia. Siamo subito sotto il grande arco che immette nella navata centrale. Mille volti scolpiti nella materia osservano deformi: rumorosi bagnati uomini e donne senza armonia, libretti turistici con piantina della città, ragazze turiste con tutti i visi stupidi.”
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In “Storie. Idee Idiozie Idiomi” di Gianluca Bassi, Alessandro Bergonzoni, Roberto Cotroneo, Silvano Agosti e altri (n. 9, 1994).