In Vendesi Uomo, l’autore costruisce un percorso poetico-narrativo in cui gli organi del corpo umano, messi in vendita in una sorta di bancarella immaginaria, diventano metafore della complessità dell’esistenza e dell’interiorità. Il libro dialoga con le immagini fotografiche di Massi, sequenze in bianco e nero che ampliano lo spazio interpretativo, offrendo al lettore uno sguardo teatrale e contemplativo, mai didascalico. La scrittura e le fotografie si intrecciano per generare una sorta di “costellazione di allucinazioni controllate”, dove l’ordinario si trasforma in segno e il concreto in visione. Le scene si susseguono tra interni museali, città immaginarie e dettagli corporei ingigantiti, evocando un viaggio interiore che mescola commedia e meditazione esistenziale. L’autore gioca con le contraddizioni, i desideri e le tensioni dell’essere umano, stimolando nel lettore un’esperienza percettiva e riflessiva in cui realtà e immaginazione si confondono. L’opera si configura così come un catalogo di sensibilità e memorie condivise, una poetica del sentimento che invita a confrontarsi con l’inconscio e a ristabilire un contatto autentico con la complessità della contemporaneità.
“Vendesi uomo / senza rima e senza uscita”.